My EVS experience in Turkey
La mia esperienza SVE in Turchia.
D.I.A.L.O.G progetto (Balikesir,Turchia)
Ana Merchan Ponce, 26 anni. Spagnola
12 mesi di SVE in Balikesir, Turchia
Il 4 febbraio 2010 presi il volo da Madrid per Istanbul. Dopo 10 ore di viaggio in autobus, spossata e travolta dai nuovi luoghi circostanti e dal traffico caotico, arrivai a Balıkesir ( Turchia) dove il mio coordinatore mi stava aspettando sorridente e tremando dal freddo. Un anno dopo, ho realizzato che a volte il progetto SVE veniva definito attraverso spiegazioni e aspettative troppo generiche e finché quest’esperienza non veniva vissuta in prima persona non si poteva capire che cosa significava realmente.
Ho vissuto diversi anni all’estero, durante i quali ho raccolto diverse esperienze lavorative in vari campi: insegnamento, assistenza culturale e volontariato. Trasccorrere un anno di volontariato all’estero era per me qualcosa di totalmente nuovo. Secondo l’accordo , dovevo partecipare ad un progetto rivolto ai giovani e allo sviluppo di un ufficio internazionale in una piccola città della Turchia (Balıkesir)
Il progetto consisteva nell’organizzare scambi giovanili, eventi culturali e insegnamento generale delle lingue nella città e inoltre avrei imparato il turco, il ballo e la cultura. Ero molto esaltata dalla possibilità di organizzare eventi e coinvolgere studenti universitari e non universitari nei dialoghi interreligiosi e multiculturali. Era un passo molto entusiasmante per capire la diversità europea.
Tuttavia, all’inizio non fu così semplice, era una questione di ricerca di sé-stesso in un nuovo ambiente, di compiere le cose alle quali si è sempre aspirato con nuove persone le cui mentalità erano diverse. Sviluppare le proprie idee è una delle chiavi dello SVE.
Il mio progetto è durato un anno. Un anno pieno di sentimenti estremi, di condivisione, di emozioni, di pianti, di gioie, di improvvise cadute e fantastiche risalite. Un anno durante il quale da un momento all’altro potevo pensare che tutto era perso per poi all’improvviso riapparire di nuovo chiaro.
Oltre ai miei compiti, ho condotto giochi con i bambini in un asilo nido e insieme ai miei colleghi SVE, abbiamo organizzato eventi culturali con i giovani dell’università( cene interculturali, linguaggio e cinema, seminari). In queste occasioni, diverse informazioni sui programmi europei di mobilità sono state disseminate. La partecipazione a diversi progetti nazionali, alla formazione SVE e anche l’incontro con la comunità dei Rom in Turchia è stata un’esperienza incredibilmente positiva. Con i miei colleghi SVE abbiamo organizzato uno scambio giovanile sul teatro e gli stereotipi con 25 partecipanti provenienti da tutta l’Europa, il quale è stato molto gratificante.
Per finire la mia esperienza, ho realizzato insieme a miei colleghi un documentario sulla città e intervistato alcune persone che avevamo l’abitudine di vedere ogni giorno, al mercato, nei negozi, per strada.
Per me SVE è come la vita, anche se sai ciò che vuoi fare, raggiungere questi obiettivi è davvero una vera sfida. Vorrei invitare le persone che sono interessate a svolgere l’anno dello SVE a poter cambiare,migliorare,imparare, sognare e ad essere aperti.
Senza dubbi, ho creato legami forti con le persone che ho conosciuto lì. Oltre al senso di libertà e il sentimento di appartenenza ad una comunità visti diversamente, il viaggio e le avventure vissuti in Turchia sono stati in assoluto di valore durante quest’esperienza SVE.





